Identità narrativa: non vince chi dice di più, ma chi lascia una traccia

23 Set , 2026 - Comunicazione nel turismo

Identità narrativa: non vince chi dice di più, ma chi lascia una traccia

Nel turismo, nell’ospitalità, nelle realtà e professionisti che vivono di relazione, non vince chi “dice di più” ma chi lascia una traccia.

Infatti, c’è un momento quasi invisibile in cui un progetto smette di essere scelto e comincia a essere confrontato: succede quando ciò che lo rende unico non emerge più con chiarezza.

Allora, il mercato fa il resto: vi mette accanto ad altri e vi rende comparabili e, così, spesso il criterio dominante diventa il prezzo.

Eppure, il problema raramente nasce dal prezzo ma molto prima, ovvero da una comunicazione che informa ma non imprime.

Un aspetto che vedo spesso

Leggo testi pieni di parole giuste:

autentico esperienziale accoglienza territorio unicità

Parole corrette, certo, se vogliamo anche belle ma il più delle volte intercambiabili.

Se tolgo il nome del brand, e il testo potrebbe appartenere ad altri dieci competitor, c’è un problema.

Non di scrittura ma di identità narrativa ed è una differenza enorme.

Un facile esercizio

Fate una prova.

Prendete una frase con cui descrivete il vostro progetto, poi chiedetevi:

  • dice cosa faccio o perché dovrebbero scegliere me?
  • si percepisce una voce riconoscibile?
  • fa immaginare qualcosa o informa soltanto?

Se manca una risposta chiara, probabilmente non state ancora raccontando il vostro valore, lo state solo dichiarando, e sono due cose molto diverse.

Una scena che mi è rimasta impressa

Tempo fa, in un piccolo borgo, una signora mi disse:

Qui non abbiamo niente di speciale.

Poi mi raccontò del forno che da generazioni cuoce ancora il pane per il paese.

In quel momento ho pensato: “il problema non è non avere storie, è non riconoscerle“.

Vale per i territori, per i brand, spesso anche per noi.

Una cosa che mi piacerebbe lasciare con questo primo numero è questa:

non chiedetevi solo “sto comunicando bene?” ma “sto facendo percepire perché dovrebbero scegliere proprio me?

È una domanda che cambia tutto.

Se questa riflessione vi ha acceso qualcosa, mi farà piacere sapere cosa vi risuona.


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